“Questa è la mia giacca di pelle di serpente.
Rappresenta il simbolo della mia individualità e la mia fede nella libertà personale.”

Con questa frase Sailor Ripley (alias Nicolas Cage in Cuore Selvaggio di David Lynch) trasforma la sua giacca in un simbolo, carico di valori, che va oltre l’oggetto in sé.
È l’essenza dello Storytelling.

Corporate Storytelling: il valore aggiunto

Se un’Azienda è solo un’entità che introduce prodotti sul mercato si perde una grande opportunità. Rinuncia ad avere una sua individualità. Rischia di galleggiare in un limbo senza una direzione precisa. Questo perché tutti noi abbiamo bisogno di simboli che ci rappresentino e in cui identificarci.
Il Corporate Storytelling crea un territorio dove Azienda e pubblico si incontrano e intrecciano relazioni. Tesse una trama capace di suscitare emozioni e condividere conoscenze. Umanizza e accomuna.

“E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”

Questa frase, invece, la pronuncia John Keating (Robin Williams ne L’Attimo Fuggente di Peter Weir).
Questo è, secondo me, il compito principale del Corporate Storytelling: fare esplorare all’Azienda, e al suo pubblico, territori nuovi, proporre un nuovo punto di vista, allargare gli orizzonti. Se il racconto di un’Impresa si limita alla sua cronistoria, zeppa di date e didascalie, non si ottiene nessun risultato o, ancor peggio, rischia di trasformarsi in un autoincensamento alquanto irritante e la forte probabilità di restare inascoltati.

Come una canzone che abbiamo nel cuore

Ogni storia coccola la nostra anima e ci accompagna in un universo che ci è familiare. Una narrazione d’Azienda ben costruita fa in modo che il consumatore non compia solo un gesto di acquisto passivo ma viva un’emozione che appartiene alla sua stessa esistenza, come se ascoltasse una canzone legata a un ricordo. Lo emoziona, lo fa sentire a casa.
Il Corporate Storytelling non è solo la biografia di un’Impresa ma il racconto di un’intera comunità.

Call Now Button