Non esiste storia senza personaggio. E neanche senza chi la racconta. Men che meno senza chi la ascolta.

Conoscere il personaggio per poterlo raccontare

Sceneggiatori e romanzieri, quelli bravi, non raccontano mai una storia se non conoscono a fondo il loro personaggio. In alcuni casi scrivono persino una “bibbia”. Si tratta di tutta una serie di informazioni, il più possibile dettagliate sui personaggi protagonisti del racconto. In che famiglia sono nati, come è stata la loro infanzia, se hanno paure, quali sono i pregi e i difetti del loro carattere e molto altro ancora.

Più informazioni, più emozioni

Non è detto che tutte le informazioni raccolte vengano poi utilizzate nello sviluppo della storia. Ma sono ben presenti nella mente di scrive e lo aiutano a delineare meglio le emozioni (La paura dei serpenti di Indiana Jones è sicuramente uno dei dettagli presenti nella “bibbia” ed è tornato molto utile per dare uno spessore emotivo al rude docente/esploratore).
Se un personaggio è ben costruito i film, o i romanzi, ci coinvolgono di più. Risultano credibili. Diventano modelli nei quali ci si può identificare.

E se il personaggio è un brand?

Nella comunicazione pubblicitaria non cambia nulla. Anche per raccontare la storia di un brand bisogna conoscerlo a fondo. Raccogliere il maggior numero di informazioni, comprendere la mission, snocciolare i punti di forza e di debolezza. Che immagine di sé il personaggio/brand vuole trasmettere al pubblico. In che panorama socioculturale è inserito. Un comunicatore, e ancor più uno storyteller, non può prescindere da questo passaggio. Senza questo tipo di ricerca approfondita non esistono contenuti di valore, ma descrizioni abbozzate e superficiali.

C’è differenza fra un amico e un conoscente

Provate a pensare di ricevere un regalo: quanto è diverso quello di un amico che vi conosce bene da quello di un semplice conoscente? Enormemente. Uno ruba un secondo della vostra attenzione, l’altro ha una forza evocativa che andrà oltre l’oggetto stesso, vi racconta una storia. Vi emoziona.
Se il comunicatore saprà diventare amico del personaggio/brand la comunicazione dello stesso sarà fortemente evocativa ed emozionale. E, con molta probabilità, i risultati che si otterranno saranno eccellenti anche in termini di credibilità.
Ma ancora non basta. Diciamo che abbiamo il personaggio, abbiamo anche la storia, ci manca ancora chi ci ascolta. Soprattutto chi ci “ascolta” online.

Sul web bisogna fare un passo in più

Tra raccontare una storia ad un pubblico anonimo e raccontarla a un gruppo di persone reali c’è una sostanziale differenza. Il primo è silenzioso e pur essendo coinvolto ed emozionato può solo subire il messaggio, il secondo invece ha una voce e può reagire attivamente, esprimendo opinioni e manifestando le proprie emozioni. Il pubblico del web appartiene a questa seconda categoria. Ora qui qualcuno potrebbe obiettare che l’uso della parola “reale” è improprio e che il web è per antonomasia la patria del virtuale. Beh non la penso così. O, per essere più preciso, penso che il rapporto brand/fruitore sia un rapporto vero e proprio, fatto di scambi e relazioni, basato sulla fiducia e su interessi il più possibile comuni.

Conoscere il personaggio/fruitore

E allora il comunicatore deve affrontare un secondo viaggio fondamentale: la conoscenza del personaggio/fruitore. Solo così la storia raggiungerà la sua completezza. Sarà tanto più credibile quanto più saprà incarnare le necessità del pubblico al quale si rivolge. Saprà dare le risposte giuste e sarà in grado di creare un forte legame emotivo.
Per fare questo bisogna immaginare un appuntamento con il rappresentate simbolo del nostro pubblico.

Porre tutte le domande possibili

Pensiamo di essere seduti al tavolino di un bar e di avere di fronte una persona che vediamo per la prima volta. Il modo più semplice per ottenere informazioni è l’intervista attraverso la quale ci informeremo su:
– Come si chiama
– Quanti anni ha
– Quale è  la sua professione
– Quali sono i suoi hobby
– Chi sono i suoi amici
– Dove è nato
– Dove vive
– Cosa gli piace mangiare
– Cosa legge
– Che film guarda
– Se ama viaggiare
– Se è sposato o single
– Se ha un credo politico o religioso
Queste sono alcune delle domande, più domande farete e più la vostra conoscenza sarà ampia. Più lo frequenterete e più potrete raccontargli una storia che lo coinvolga, che lo interessi.

E adesso fate incontrare i personaggi

A questo punto avete in mano tutti gli elementi. Conoscete tutti i personaggi. Non vi resta che metterli in contatto.Voi siete l’intermediario che farà incontrare entrambe le parti su un territorio comune. Se avete fatto un buon lavoro preliminare questo luogo non sarà un appartamento composto da stanze arredate alla bell’e meglio e poco ospitali, ma un posto dove tutti i personaggi si sentiranno a casa. Compresi voi.

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