C’era una cittadina ultrasilenziosa che non si sentiva volare una mosca. Tutti i mezzi di locomozione erano elettrici. Tutti gli abitanti avevano le cuffiette infilate nelle orecchie e anche per ordinare un cappuccino al bar usavano WhatsApp. Si erano tutti ingobbiti a furia di stare con la testa china sui display dei telefonini o dei tablet. Anche i più piccini.

Poi un giorno:

VROOOOMPETE-PUTUM-BUM- BROMBROMPETE-SCRATATUMP-BROOOM-BUM!

Tutti alzarono lo sguardo e videro avanzare lungo la via centrale della cittadina un’Apecar furgonata. Era tutta rossa con un bottone rosso disegnato sui due lati. Alla guida c’era un omino con un sorriso abbagliante stampato sul volto. Quando l’Ape arrivo nella piazza centrale della cittadina il tubo di scappamento scoppiettò ancora un poco e poi fu di nuovo silenzio. Ma solo per un attimo perché quando l’omino aprì la portiera si sentì un cigolio che pareva un acuto di violino stonato e gracchiante.

– Mi devo decidere a metterci un po’ d’olio, un girono di questi – disse rivolgendosi alla piazza intera.

Ma tutti avevano già riabbassato gli occhi sui display e avevano ricominciato a ticchettarci sopra con le dita.

L’omino attraversò la piazza ed entrò in un bar.

– Buongiorno, mi chiamo Giovannino Attaccabottone e faccio il sarto itinerante, e vorrei un cappuccino con una montagna di schiuma.

Il barista lo guardò e sembrava, dall’espressione della sua faccia, che fosse sordo. Rivolse subito lo sguardo al tablet appeso accanto al bancone ma non ci vide nessun ordine. Restò imbambolato senza sapere bene cosa fare. Allora Giovannino infilò una mano in tasca e tirò fuori ago, filo e un bottoncino rosso.

– Mi permette?.

Senza neanche aspettare risposta, tanto non sarebbe arrivata, fece il giro del bancone e cucì il suo bottoncino sul gilet del barman, che per un attimo aveva pensato a una rapina e se ne stava con le mani alzate.

– Fatto! Le sta proprio bene, non trova?

– Uh, ma è bellissimo! – rispose il barista, stupendosi al suono della sua voce, che aveva quasi dimenticato. – Un cappuccino con una montagna di schiuma ha detto? Le faccio una schiuma che non ha mai assaggiato in vita sua. Ma che giornata fantastica!

– Sì, davvero bella – rispose Giovannino molto sorridente.

Parlarono a lungo. Del più e del meno, del sopra e del sotto. E, soprattutto, risero un sacco.

– Era tanto tempo che non stavo così bene, – disse il barista – il cappuccino lo offre la casa!

Giovannino ringraziò e i due si strinsero la mano calorosamente.

Nel giro di poche ore, e questo grazie al tam-tam che si era scatenato su tutti i Social, davanti all’Ape di Giovannino Attaccabottone si formò una coda lunghissima di curiosi. Tutti volevano che cucisse qualcosa per loro e pretesero che ogni capo venisse firmato da Giovannino con il suo bottoncino rosso. Dopo una settimana di taglia e cuci, e grandi chiacchierate, tutti i cittadini avevano rinnovato il guardaroba. Per le strade, nelle case, nei bar, si sentiva un bel chiacchiericcio. Naturalmente cellulari e tablet non vennero messi da parte, furono però usati con maggiore intelligenza. Quando Giovannino Attaccabottone mise in moto la sua Ape rossa erano tutti in piazza a salutarlo. E a qualcuno scappò persino una lacrimuccia di commozione.

Giovannino Attaccabottone partì per una nuova cittadina, verso nuove storie.

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