storytelling

Senza lo storytelling saremmo orfani

Cosa sarebbe il mondo senza lo storytelling? Se fosse orfano di Edipo, Ulisse, Ismaele, Madame Bovary, Romeo e Giulietta?
E come sarebbe più povero il mio microcosmo senza i racconti di mio nonno, quelli che mi lasciavano a bocca aperta e mi facevano sognare?

Tramandare esperienze è un istinto primordiale

Senza le storie non ci sarebbe memoria, non ci sarebbe crescita né individuale e né collettiva. Fin dal primo graffito sulle pareti delle caverne l’uomo ha sentito il bisogno di lasciare una traccia di sé. Tassello dopo tassello, percorrendo il cammino dell’evoluzione, abbiamo costruito la nostra identità di essere umani.
Una buona storia ha il potere di farci riflettere, di ampliare le nostre vedute, di metterci in contatto con gli altri, condividere emozioni ed esperienze.

Lo storytelling è un albero con radici profonde

Lo storytelling ricopre un ruolo fondamentale anche nella comunicazione di un brand, perché va oltre il prodotto in sé, crea un mondo al quale ci si sente legati molto più intimamente e profondamente.
Per usare una analogia il brand è l’albero e il prodotto è il suo frutto.
Non potremmo gustare il secondo senza la presenza e la storia del primo.
Lo storytelling racconta proprio questa storia, fatta di radici, ramificazioni, foglie, frutti. Costruisce qualcosa di solido, riconoscibile, vivo.
Permette di consolidare il passato e nello stesso tempo di immaginare il futuro.
Senza i graffiti delle caverne, senza i miti, senza il racconto che non ha mai smesso di essere sviluppato nei secoli, non potremmo riconoscerci in nulla. Non esisteremmo.

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